Da dove nasce
Il progetto “Dammi il 5…”
Da dove nasce il progetto
Dammi il 5…
“Dammi il 5…” è una rete di scuole che usa sport, creatività e partecipazione per rendere la scuola un luogo più vivo, aperto e inclusivo. Tornei, laboratori artistici, redazione, eventi e incontri che valorizzano i talenti degli studenti e creano occasioni di partecipazione attiva. Un’esperienza che favorisce inclusione, collaborazione, senso di appartenenza e benessere, dentro e fuori dalla scuola.
“Dammi il 5…” nasce da un’idea semplice, quasi una scommessa: “…e se la scuola diventasse un posto più vitale,anzi, il posto più vitale della città?”
Non stiamo parlando di un torneo di calcio, o meglio, non “solo”. Stiamo parlando di creare un motivo per cui valga la pena restarci. Un motivo per cui il martedì pomeriggio, o qualsiasi altra giornata, abbia un’importanza tutta sua. Per cui ti alzi la mattina sapendo che quel giorno non sarà uguale agli altri.
Un’opportunità per tutti
A chi è rivolto il progetto
Per i ragazzi
È l’odore della palestra che profuma di legno e disinfettante a diventare, per un’ora, il posto più importante del mondo. O la sala “montaggio” in cui perdersi per un pomeriggio intero lasciando fuori il resto.
Per i professori
Per le famiglie
Dai valore alle passioni. Fai parte del cambiamento.
Quando scuola, sport e creatività si incontrano
Come funziona, nella pratica?
Come funziona Dammi il 5…
Non è complicato.
Si formano le squadre, maschili e femminili. Si gioca, con regole chiare e un sacco di passione. La vera magia sta nei dettagli: i ragazzi diventano anche arbitri, imparando a gestire le responsabilità sul campo. Si creano momenti che vanno oltre lo sport – laboratori d’arte e di musica, la possibilità di raccontare questa avventura partecipando alla “redazione”, preparando una coreografia, girando un corto, lanciando una challenge.
E sì, c’è anche un Torneo Internazionale. Perché i confini, in un campo da gioco, spariscono.
Ma alla fine, qual è il punto?
Il punto non è vincere un trofeo. Il punto è che per mesi, la scuola sarà piena di energia. Piena di voci, di discussioni, di suoni e risate. Piena di ragazze e ragazzi che capiscono che insieme si sta meglio, che la fatica condivisa è una gioia, che un fallimento si supera meglio come squadra.
Il punto è che forse, così, la scuola smette di essere un luogo da sopportare e diventa un posto da abitare. Davvero.
Sembra un’utopia, ma proviamo a renderla normale.
Mettiamoci la faccia, il fiato, le gambe e tutte quelle idee che si agitano lì dentro e non vedono l’ora di prendere forma. Facciamo che accada.